• Suoni molto lontani, ma stesso ampli: Slash e Joe Bonamassa condividono una scelta importante dietro al loro suono cioè il Silver Jubilee. Stiamo parlando di uno storico amplificatore Marshall che nasconde i suoni di questi grandi artisti e fin d’ora si può intuire la versatilità che può regalare vista la distanza tra quel che suonano i Guns’n’Roses e quello che propone il virtuoso chitarrista originario di Utica – NY.
    Oggi vi parlo della Silver Jubilee 2525h, testata dal basso wattaggio che si rifà alla sorella maggiore nata nel 1987, di cui promette di ricreare le sonorità.

    Costruzione e touch and feel: la testata e la cassa sono bellissime da vedere, con il loro rivestimento argentato e tutti i particolari che si rifanno alla Marshall Silver Jubilee originale.
    I potenziometri sono in plastica, ma solidi, così come gli switch di accensione; grazie alle sue due EL34 l’ ampli sprigiona 20w di potenza che possono diventare 5w se si sceglie il “low mode”. Sicuramente sufficienti per farsi sentire in qualsiasi locale o piccolo club.

    Gestione dell’ampli e del suono: i canali sono due, ma il primo nasconde delle sorprese: tirando la manopola dell’ input gain – che regola, appunto la distorsione – possiamo scegliere se utilizzare il canale uno come pulito oppure come un crunch che arriva ad essere molto sostenuto con i settaggi più alti di questa manopola.
    Si va quindi da un pulito non proprio cristallino, in pieno stile Marshall, fino a tutti i suoni dell’ hard rock che possono venire in mente; il tutto è equilibrato e permette addirittura di andare a finire in ambito solista se si sta usando il gain al massimo e una chitarra con gli humbucker.

    In questo caso tutto quello che ascolteremo, a mio parere, guarda agli storici ampli della casa inglese, strizzando l’occhio a sonorità non eccessivamente moderne e mai troppo “ferme” sulle frequenze basse. Ac/Dc, Iron Maiden, Aerosmith, The Darkness e mille altri ancora.

    Se ci si sposta, invece, sul secondo canale cambia completamente la situazione sonora in cui siamo calati perchè tutto si fa più moderno e qua, sicuramente, troviamo i suoni di Slash e di Bonamassa, che ho citato all’ inizio dell’ articolo.

    Vi consiglio di prestare molta attenzione alla posizione del potenziometro delle frequenze medie che permette di muovere il pendolo tra suoni scavati e molto rock e morbide sonorità ottime per gli assoli più veloci.


    Chiudendo le frequenze alte, invece, si entra in “zona Bonamassa”: tutto è morbido e vellutato, la dinamica permette di scegliere quanto spingere sull’acceleratore semplicemente misurando con attenzione il peso dato alla mano destra oppure il volume della chitarra.

    Infine è presente il send/return per inserire modulazioni e ritardi nel punto esatto della catena.


    Ampli molto bello, versatile e con un carattere strabordante. Provatelo, merita assai. Come detto occhio al potenziometro delle medie che decide il carattere dell’ ampli in maniera molto netta, specialmente sul canale distorto.

    Marshall è distribuita da Eko Music Group che ringrazio per avermi fornito l’amplificatore per il test.

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