• È da molto tempo che utilizzo vari sistemi per simulare la presenza di cassa e microfono, di modo da registrare in casa senza fare rumore ed evitando uno sfratto che sarebbe immediatamente richiesto.

    Oggi mi trovo a provare l’ ultimo modello di casa Boss: il Waza Tube Amp Expander che si colloca a cavallo tra una Load Box ed un multieffetto.

    Siamo di fronte ad una macchina complessa, piena di funzioni e molto completa che fa della versatilità il suo cavallo di battaglia.

    Sul frontale, molto semplice e chiaro, sono presenti manopole e tasti che permettono di controllare i parametri più importanti: dai volumi separati a seconda dell’ uscita che si sta utilizzando (main, cuffie o speaker) al Rig che stiamo utilizzando, tra i 10 che si possono memorizzare.


    Da notare che la manopola Speaker va ad abbassare il volume, fungendo da attenuatore nel momento in cui si suoni in un luogo troppo piccolo per sopportare i watt del nostro potente amplificatore. Basterà un colpo di mano e avremo il solito suono del nostro ampli a 10, ma ad un volume umano.

    Utili i due comandi di resonance e depth che permettono di cambiare la risposta del sistema che stiamo andando a simulare, mentre , spostandoci nuovamente al centro, il riverbero ha un suo controllo dedicato di modo da modificarlo al volo, a seconda del luogo in cui ci troviamo a suonare. Molto comodo.

    Sul retro le uscite non mancano sicuramente comprendendo, oltre alle classiche line out per mixer e cuffie, un’ uscita stereo amplificata che può essere sfruttata per re-ampare il nostro ampli se la sua potenza non fosse sufficiente nel luogo in cui stiamo suonando. Molto interessante.

    Altro punto a favore il send/return che permette, di fatto di aggiungere una mandata effetti ad un ampli che non la possiede, aprendo nuovi scenari con tutti gli amplificatori vintage che non hanno questa funzione.

    A questo si aggiunge la presenza di un multieffetto integrato che permette di gestire compressioni, delay e riverberi direttamente all’ interno della macchina, memorizzando anche le patch che potranno essere richiamate via midi o tramite la pedaliera dedicata.

    Il sistema è facilmente controllabile grazie all’ app per smartphone, PC e Mac che risulta molto completa e semplice da utilizzare: sfrutta una logica a blocchi che fa sentire subito a casa e permette una gestione intuitiva.


    In totale le casse sono 22 e vanno dalle piccole 1×12 vintage fino alle più moderne 4×12, tutte utilizzabili con diverse combinazioni di microfoni: è difficile non trovare i suoni che abbiamo in testa, dunque, grazie alle innumerevoli possibilità garantite da questi numeri.

    Lo stesso vale per compressori, delay e riverberi, presenti in quantità e selezionabili a seconda dei nostri gusti: ho subito adocchiato la simulazione dell’ SDD3000 che tra i delay è uno dei miei preferiti e, visto che lo posseggo, ho fatto un veloce confronto trovandomi con una sonorità veramente simile a quella dell’ originale.


    Insomma, il prezzo di questa macchina non è sicuramente popolare, ma comprende così tante funzioni che posso dire con certezza che è assolutamente giustificato: un oggetto che può essere utile all’ hobbista che non può far troppo rumore in casa, così come al professionista che può sfruttarlo sui grandi palchi.

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