• Purtroppo a volte può capitare che, a causa di un modo errato di suonare, o per danni accidentali, si rompa un piatto. Questo è un problema, ma attenzione: i piatti rotti non vanno mai buttati, perchè?

    Come sappiamo i batteristi sono sempre alla ricerca di nuove sonorità per il proprio set e questi piatti, seppur messi male, possono essere per noi una grande risorsa.

    Proprio grazie a loro possiamo andare a creare i famosissimi stax (molto utilizzati soprattutto negli ultimi anni). Gli stax sono degli insiemi di piatti di qualsiasi dimensione “impilati” uno sull’altro. Per capire di cosa si tratta possiamo ad esempio dare un’occhiata alle batterie di Mike Portnoy, Terry Bozzio e molti altri. Il suono prodotto è molto particolare e ricorda molto spesso i suoni di una batteria elettronica.

    Per poter ottenere questi effetti, però, dobbiamo fare molte prove con i piatti che abbiamo a disposizione e capire “cosa suona bene e cosa male”. Dopo molte prove e combinazioni tra i piatti sono arrivato ad ottenere due suoni molto efficaci. Com’è possibile vedere nel video ho accoppiato il primo stax in questo modo: un china Oriental della Zildjian da 18″, il “top” di un charleston 302 della Paiste e infine un crash HHX Evolution da 18″. Per quanto riguarda il secondo, invece, ho semplicemente posizionato prima uno splash K custom da 8″ e poi un EFX della Zildjian da 18″.

    È fondamentale sapere che l’importante non è avere dei piatti “top di gamma” per avere suoni convincenti. Qualsiasi tipo di lega, di modello, di marca con un qualsiasi prezzo può andare bene per creare queste strane sonorità.

    Giocateci un po’, non ve ne pentirete! 😉

    0