• Ho conosciuto Matteo Rufini allo scorso SHG perchè condivideva lo stand con Formula B, di cui ero dimostratore ed ho quindi avuto occasione di provare i suoi strumenti che subito mi hanno fatto esclamare WOW.
    Fatti con amore in terra umbra, si caratterizzano per finiture al top e grande attenzione ai particolari tipici delle annate delle Strato a cui si ispirano, sia dal punto di vista del suono che da quello estetico.

    Mettendo le mani sopra a queste due bellezze posso dirvi che innanzitutto ho trovato due chitarre profondamente differenti: la ’54 è piena, corposa e con un suono morbido in ogni occasione, caratterizzato da alte vellutate e basse ferme e decise.
    La ’62 è invece più scavata sulle frequenze medie, mentre le frequenze acute sono più in evidenza, forse è un suono più versatile e tipico, ma la ’54 mi ha stregato!
    Vi lascio qualche foto qua sotto così da vederle nei particolari, a presto con un test completo!

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