• G&L è l’ultima azienda fondata da Leo Fender, uno che le chitarre sicuramente le sapeva fare.
    Questa Doheny è di chiara ispirazione Jazzmaster, ma, visto che il creatore della Jazzmaster è Leo stesso direi che è più corretto parlare di prosecuzione del progetto.
    La chitarra che ho tra le mani in questo momento è di produzione orientale, Indonesia per la precisione, ma non c’è nulla che tradisca le sue origini.

    Materiali e touch and feel: assolutamente ben costruita, forse un po’ pesante, ma con un manico che è di assoluto livello: comodo, permette di avventurarsi in parti soliste, anche molto moderne, senza alcun problema che su altri strumenti è dovuto al radius o all’ action.

    Tiglio per il body, acero per il manico, pick up di produzione americana, ponte e meccaniche sono marchiati G&L e di ottima fattura: il primo dal ritorno preciso e morbido, le seconde mantengono correttamente l’accordatura e sono belle da vedere.
    Volume, due toni e selettore del pickup completano la dotazione.

    Il suono: mi ha stupito per la grande quantità di suoni contenuti in due soli pickup che hanno dalla loro una certa camaleonticità: possono essere morbidi e caldi, così come strillare nel momento in cui si alza la distorsione.
    Regalano puliti tondi al manico, cristallini al centro e mai troppo squillanti al ponte, mentre con le distorsioni non ci troviamo mai un suono impastato tra le mani, anzi: in particolare il pickup al ponte sa essere definito e moderno, nonostante l’ispirazione vintage che pervade tutto lo strumento.

    Conclusioni: una chitarra da provare, con cui suonare blues, rock, pop, indie; insomma tutto quello che non è metal è casa sua, mi sembra un grande risultato per una chitarra che nasce come “una semplice chitarra ritmica” e, col tempo è riuscita a diventare una splendida tuttofare con un grande carattere.

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