• Il suono Fender è famoso per i puliti scintillanti che hanno fatto la storia della chitarra elettrica: il Twin, il Super Reverb, l’Hot Rod Deluxe sono ampli che ricordiamo tutti come “macchine da pulito”, ma… i distorti?

    Tra gli anni ’50 e ’60 Fender ha prodotto molti piccoli amplificatori, come ad esempio il Tweed Deluxe e il Princeton che, visto il wattaggio limitatissimo, tendono ad introdurre distorsione appena si alza un po’ il volume.
    Hanno solitamente un suono che tende al fuzz, poco fermo, molto vintage e apparentemente difficile da controllare, ma se si prova ad accennare un riff di Clapton, Bonamassa oppure l’ assolo di I Just Feel Like di John Mayer per trovarsi in mano esattamente quelle sonorità.


    Il pedale che ho provato oggi è il Falcon di Crazy Tube Circuits e si promette, riuscendoci egregiamente, di portarci quelle sonorità ad una frazione del prezzo rispetto agli amplificatori a cui si ispira.

    Confezione e contenuto: il pedale arriva avvolto in una elegante bustina. Bello.

    Materiali e touch and feel: costruzione ben eseguita, manopole precise, apprezzo molto l’ ingresso dell’ alimentazione che accoglie il jack e lo mantiene in posizione. Bello ed elegante il piccolo led che sottolinea l’accensione, posto sul lato destro del pedale.

    Gestione del pedale: 3 manopole ed uno switch che regalano molte possibilità sonore.
    – Output: gestisce il volume d’uscita del pedale;
    – Volume: agisce esattamente come il volume di un amplificatore, andando via via a saturare il nostro segnale.
    – Tone: controllo di tono, permette di controllare la quantità di frequenze alte e passare da un suono morbido e chiuso ad uno frizzante ed aperto.

    La levetta permette di “cambiare amplificatore” e scegliere se usare un Fender Tweed Deluxe del ’55 o un Princeton Brownface del ’61.

    Il suono: inizialmente può sembrare un cavallo imbizzarrito per via delle dinamica pazzesca, del suono che specie in modalità ’55 tende a fuzzare e del fatto che perdona molto poco gli errori.
    Capito come domarlo, però, si tirano fuori suoni che vanno da puliti scintillanti, sul canale ’61 che è generalmente meno distorto, ha più headroom e maggior definizione, fino a distorti ottimi per assoli blues o ritmiche indie rock, da ricercarsi maggiormente sul canale ’55.
    Tenendo basso il potenziometro volume che, come detto, regola il gain, si ricavano puliti bellissimi, anche se state utilizzando un ampli che i puliti bellissimi non li ha.
    Devo dire che mi ha sorpreso perchè in così pochi controlli sono racchiusi moltissime sonorità, anche molto lontane.

    Conclusioni: un pedale fantastico che consiglio a chi deve suonare blues, rock (i primi ZZ Top vi aspettano qui dentro), pop e generi che non hanno bisogno di palm mute estremamenti fermi e cattivi, per cui evidentemente non è studiato. Assolutamente consigliato.


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