• L’Ukulele Basso o U-Bass, nasce da una piccola società chiamata Road Toad, con il nome di Road Toad Big Bufo Bass, più o meno era già come lo conosciamo oggi, ma a causa del costo molto elevato, non ha avuto un grande successo.
    Solo nel 2007 Road Toad unendo le forze con Kala, uno dei più conosciuti produttori di ukulele, permise la nascita e diffusione dell’U-Bass, grazie ad un ulteriore sviluppo che permise di migliorare lo strumento e soprattutto ad abbatterne i costi, cosa che finalmente ne permise la diffusione.
    Infatti complice il suono credibile, anzi incredibile per uno strumento così piccolo con corde in resina poliuretanica, e soprattutto le dimensioni ridotte, ne hanno decretato il successo e la diffusione sempre maggiore.

    Tanto che recentemente oltre a Kala, che ha aggiunto anche una linea di U-Bass economici marchiati Makala e una linea solid body, anche diversi altri brand hanno iniziato a produrre una loro versione di U-Bass: MahaloOrtegaLunaEko, ecc.

    Proprio di uno di questi voglio parlare, ovvero: il Donner DUB-1 U-Bass

    Premessa: ho avuto precedentemente un ukulele basso: un Harley Benton Kahuna CLU-Bass Ukulele, e tra problemi vari e alcune scelte di costruzione che non mi andavano a genio, come le dimensioni che lo rendevano più vicino ad una chitarra classica 3/4 che ad un ukulele (come lo Short Bass-One di Aquila), mi avevano portato a venderlo.

    Ma purtroppo, il tarlo di avere un UBass era rimasto.

    A peggiorare la cosa ci ha pensato Amazon, che in occasione del Black Friday ha messo questo Donner DUB-1 a circa 100€ (normalmente viene 120-130€), parte allora l’incauto acquisto e provo a prenderlo, con l’idea che probabilmente sarebbe tornato indietro prima di subito col reso.

    La marca è Donner (già clonatrice di micro pedali in stile Mooer), e di serie monta corde Aquila Thundergut e compresa nel prezzo c’è una custodia morbida imbottita.

    Una volta arrivato (doppia scatola ottimamente imballata) già esteticamente si è rivelato per niente male, il body non è da chitarra 3/4 e per il prezzo che ha è più che onesto, calcolando che senza offerte costa come l’Harley Benton senza sacca (che va presa a parte, e non ce n’è neanche una specifica sul sito del produttore), il DUB-1 si presenta già piuttosto bene.

    Il basso ha scala 30″, tastiera a 18 tasti, ben tagliati e senza bordi sporgenti, le specifiche riportano mogano sia per il corpo sia per manico, body con binding in plastica tartarugato fronte e retro, e due pin per agganciare una tracolla.
    Presenta inoltre uno sportellino sul retro del body per rendere più agevole il cambio corde, fissato 4 viti, e ovviamente ha un preamp di marca sconosciuta con eq a 3 bande e accordatore, che però fa discretamente il suo dovere, con un buon volume e un effettivo intervento sulle 3 bande di equalizzazione.
    Ci sono voluti un paio di giorni prima che le corde si assestassero e mantenesse l’accordatura, ma è una caratteristica del tipo di corde.
    Già le corde, vi avverto suonare questo basso non sarà semplicissimo all’inizio, lo spaziamento dei tasti minore, le corde decisamente più morbide e gommose di un basso normale, e la sensazione del materiale che rende difficoltosi gli slide.
    Per la cronaca: esistono anche corde rivestite in metallo che danno una sensazione più vicina a quella che restituisce il basso elettrico, ma non sono molto economiche vi avverto.

    Il suono già in acustico è molto buono per i miei gusti, con basse presenti, medi molto pronunciati e alti abbastanza definiti, ma è attaccandolo all’amplificatore che tira fuori il vocione, tanto che lavorando sull’equalizzazione, riesce a suonare da quasi come un contrabbasso.
    Suona bene devo dire, soprattutto per uno strumento in questa fascia di prezzo, mi sembra più morbido e con meno attacco rispetto all’Harley Benton che possedevo prima.

    Non è tutto perfetto però, alcuni difetti ci sono, a cominciare dalla corda del sol che suona amplificata con meno volume delle altre (probabilmente il piezo sotto il ponte è da limare leggermente) e c’è qualche sbavatura di colla abbastanza visibile sul ponte e su qualche giuntura.

    Ricapitolando:

    PRO:
    – Il prezzo basso, anzi bassissimo, con le promo è forse l’U-Bass più economico in commercio.
    – Nonostante l’economicità è fatto bene e si lascia suonare con soddisfazione.
    – Il peso e le dimensioni lo rendono facilmente trasportabile, potendolo portare a lavoro o in viaggio per esercitasi mantenendo gli ingombri al minimo.

    CONTRO:
    – Qualche imperfezione estetica qua e là, anche abbastanza trascurabile.
    – La corda del sol leggermente più bassa di volume delle altre.
    – La natura stessa dello strumento, che ha bisogno di tempo per capirne l’utilizzo e le limitazioni, anche di approccio allo stesso.

    In conclusione, per togliersi magari lo sfizio dell’U-Bass, data anche la particolarità dello strumento, e senza spendere un capitale, è una valida alternativa a strumenti più costosi come primo approccio all’ukulele basso.

    Alla prossima!
    Cesare

    thenerdbass.altervista.org

    0