• Il tempo, studiato nel modo giusto, è uno degli aspetti più importanti per un batterista e spesso, purtroppo, è sottovalutato.

    L’esercizio di oggi serve proprio per acquisire e una maggiore consapevolezza di ciò che suoniamo e abituare il cervello a sentire il tempo “nel modo corretto”. Non abbiamo per forza bisogno della batteria, basta avere un metronomo e una gamba su cui battere! 🙂

    Impostiamo il metronomo ad una velocità abbastanza comoda, ad esempio 60 bpm, e scegliamo una quantizzazione tra ottavi, sedicesimi e terzine.

    Ora andiamo a “suonare” ogni nota che non sia il battere. Cosa significa? Se scegliamo gli ottavi andiamo a suonare il secondo dei due ottavi, quindi il levare, se scegliamo i sedicesimi suoniamo prima la nota sul secondo colpo della quantizzazione e poi la quarta (la terza nota non viene suonata in quanto coincide con la nota in levare di ottavo), se decidiamo di suonare le terzine, invece, suoniamo prima il secondo ottavo e poi il terzo.

    Questo è indispensabile per avere una buona consapevolezza del tempo e del metronomo. Può sembrare facile all’inizio ma se proviamo ad aumentare la velocità, arrivando fino a 150 bpm, possiamo notare quante insidie ci siano all’interno di questo esercizio.

    L’idea, però, è variabile e ognuno può decidere a piacimento come eserguirlo. Possiamo decidere di farlo con i piedi anzichè con le mani, di cambiare le quantizzazioni all’interno dell’esercizio (andando magari ad inserire quintine o sestine), di suonare due note della quantizzazione al posto di una (eccetto per le crome), ecc.

    Sperimentate e vedrete che, anche senza lo strumento, la vostra mente percepirà il tempo in un modo completamente differente.

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