• Sono felice.
    Posso finalmente darvi belle news su quello che è uno dei marchi a cui più sono legato:  Marshall al NAMM 2019 ha presentato una serie piccola nelle dimensioni, ma grande nel suono, che non potrà che far felici tutti gli amanti del suono inglese per eccellenza.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Due modelli: JCM 800 e 1959, riviste in chiave moderna, ma solo per quel che concerne peso, dimensioni e qualche feature aggiuntiva, ma andiamo con ordine.

    • Confezione e contenuto: le testate arrivano nella loro scatola corredate di cavo d’alimentazione e poco altro. Sono ben protette.
    • Materiali e touch and feel: Fighissimi. Sembra di avere davanti un ampli di quelli “veri”, dell’ epoca giusta e invece no, siamo nel 2019, per fortuna, con tutto quel che ne consegue in termini di affidabilità e riduzione d’ ingombri.
      Molto curata l’estetica, sia la SC20h (JCM800) che la SV20h (1959SPL) ricalcano fedelmente i particolari delle sorelle maggiori (nonne?) che hanno fatto la storia del rock. Switch, potenziometri, loghi e quant’altro, tutto fedele per far sì che la sensazione sia quella di aver davanti un ampli vintage, fin dal momento in cui la si piazza sulla cassa.
    • Caratteristiche tecniche: sono entrambe due piccole testate da 20w, le finali sono le classiche EL34 che, con apposito switch possono passare ad erogare 5w appena.E’ presente il send/return e anche un’uscita DI che permette di registrare l’ ampli senza far rumore.
    • Il suono: che vi posso dire? È quello lì, quello che ti aspetti, quello che in fondo vogliamo tutti.
      Più morbida e leggermente mediosa la SV20h (1959SPL), cattiva e incazzata al punto giusto la SC20h (JCM800).La riserva di pulito della piccola 1959 è veramente limitata, occhio anche al volume che è tanto, ma il suono, ragazzi, il suono è quello che ti aspetti: Hendrix, Zeppelin, AC/DC, tutti gli artisti che hanno fatto grande il rock sono in questa testata. Con un piccolo aiuto da parte di un overdrive, io ho usato l’ MXR Gt-OD, si entra in territorio higain, anche se sempre con una punta di medie ed un suono molto vintage e un po’ sgranato.
      Le basse non sono fermissime, come invece sulla SC20h, che, rifacendosi al JCM800 regala un suono con un po’ più di gain e, inaspettatamente per chi non ha mai provato un JCM800 “vero”, un bel pulito.
      I canali in questo sono due e da quello Low-Gain si può tirare fuori una perfetta sonorità per i nostri puliti, anche come base per i pedali.
      Il canale high invece parte da un distorto abbastanza sostenuto per poi arrivare a saturazioni elevate, ma non sufficienti per il metal più spinto, così com’era nel JCM800 originale.
      In ogni caso tutti i suoni del rock sono presenti in questo mini ampli che, a dispetto dei sui 20w, ha volume da vendere.
    • Conclusioni: Marshall è tornata, ve lo dicevo già all’ inizio dell’ articolo. L’ha fatto con due ampli, disponibili anche in versione combo, che ci mettono in mano tutti i suoni che hanno fatto la storia della musica dagli anni 60 ad oggi. Fatene buon uso.

     

    7+

    2 Commenti

    1. Ciao Ale cortesemente ti chiedo una tua valutazione su una idea che avevo in mente. Suonando blues, hard blues, rock e hard rock dal 60’ agli 80’ inizio 90’, e da amante dei suoni Marshall stavo valutando uno di questi due ampli. Pensavo di acquistare il Plexi per coprire circa il 60% dei suoni per poi eventualmente spingerlo con un TS9, mentre per i suoni più anni 80’ pensavo di mettere davanti al Plexi il Nabla 1987, già in mio possesso, cercando sonorità più Jcm 800. Visto che stiamo parlando di prodotti che conosci pensi sia fattibile? o unendo la testata Plexi con il Nabla 1987 si rischia di impastare tutto? Grazie per ogni tua risposta saluti Alberto

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