• Confezione e contenuto:

    I microfoni Sontronics STC-1 sono venduti in una scatola in legno molto elegante dove all’interno troviamo, oltre ai due mic, anche due antivento da applicare in situazione esterne, due clamp piccole ma molto resistenti e una “mini asta” da utilizzare principalmente per la microfonazione XY (che vedremo dopo).

    Materiale – Touch & Feel:

    I microfoni sono in metallo e molto resistenti, esistono argentati (come quelli a video) o neri. Sono microfoni a condensatore con diaframma piccolo, lunghi circa venti cm con un diametro poco più grande di un centimetro. Questo li rende molto comodi e maneggevoli.

    Gestione dei microfoni:

    Nella parte laterale dei mic possiamo andare ad intervenire su due switch. Il primo riguarda un pad di attenuazione di -10 o -20 dB (possiamo però decidere di non applicarlo spostando la levetta su 0 dB) e il secondo da la possibilità di attivare un filtro passa alto a 75 o 150 Hz, utile nel nostro caso soprattutto se vogliamo omettere le frequenze della cassa, registrate dal terzo microfono. Oggi, però, li voglio testare senza modificare nulla, lascio quindi tutto spento.

    Per prima cosa parliamo delle due possibilità che abbiamo di microfonare la grancassa. Con lo stesso microfono possiamo ottenere due suoni completamente diversi. Se quello che cerchiamo è un suono più “pancioso”, con una nota più accentuata (tipica della casse jazz) allora posizioniamo il microfono perfettamente in centro alla pelle risonante della nostra grancassa, a circa 1 cm di distanza. Se invece vogliamo un suono con più attacco e maggiori frequenze medio alte allora posizioniamo il nostro microfono all’interno del buco sulla pelle risonante (mezzo dentro e mezzo fuori), indirizzando la capsula verso il centro della pelle battente. Questo ci permette di avere un suono per generi rock, pop, funky ecc.

    Ora parliamo di come posizionare i nostri Sontronics.

    Ci sono tantissimi modi di montare gli overheads (panoramici):

    • il primo è sicuramente quello più classico: microfoni perfettamente perpendicolari alla batteria, equidistanti dal rullante a circa 1 metro di altezza, uno a destra e l’altro a sinistra. Con questo metodo possiamo decidere cosa enfatizzare maggiormente. Se spostiamo i microfoni verso l’esterno probabilmente microfoniamo maggiormente i piatti, se invece li avviciniamo verso il contro, sentiamo di più la presenza di tom e rullante. Attenzione! Lo spostamento dei microfoni non deve essere eccessivo, qualche centimetro può già fare la differenza.
    • Il secondo metodo è chiamato XY. In questo caso posizioniamo tutti e due i microfoni perfettamente al centro della batteria, sempre a circa un metro di altezza dal rullante, inclinando i microfoni in modo tale che facciano un angolo di 90° tra di loro (ogni singolo microfono deve essere inclinato di 45°) e posizionando le capsule molto molto vicine (circa 0,5 cm). Questo è un metodo utilizzato anche negli studi di registrazione, principalmente per strumenti a percussione come marimbe e xilofoni perché riesce a prendere il suono in un raggio più elevato. Grazie a questo metodo abbiamo una maggiore presenza dei tom ma con il giusto compromesso di piatti.
    • Il terzo e ultimo modo è invece quello inventato da Glyn Johns. Questo stravolge completamente il tipi di microfonazione precedenti andando a montare sempre alla distanza di un metro dal rullante i due overheads, ma questa volta il primo è perfettamente perpendicolare sopra il rullante, mentre il secondo va posizionato alla destra del timpano, praticamente parallelo alla batteria, con la capsula rivolta verso il contro del nostro snare. Questo metodo rende la batteria (soprattutto il rullante) più secca. Si comporta molto bene sui tom, ma manca di suono sul charleston. Con un microfono in più sull’hi hat sarebbe il metodo perfetto! 🙂

    Il prezzo:

    Il prezzo si aggira intorno ai 135 il microfono singolo e sui 300 la coppia. Non è niente male per questi microfoni veramente di qualità.

    Giudizio Globale:

    Mi sono piaciuti molto e li continuerò ad usare per i miei prossimi video le mie prossime registrazioni. Grazie a queste prove ho capito che non c’è un modo migliore di un altro per microfonare la batteria con tre microfoni, dipende dal genere e dal suono che vogliamo ottenere. Sicuramente però, solo con l’utilizzo di tre buoni microfoni, possiamo ottenere delle batterie di buonissima qualità!

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