• Cos’hanno in comune Zakk Wylde, Stevie Ray Vaughan e David Gilmour?

    Sono tutti, a loro modo, dei grandi musicisti, ma, oltre a questo, son tre musicisti che hanno fatto grande utilizzo di una modulazione molto particolare: il vibe.

    Il vibeb è una modulazione, che introduce un’onda periodica nel segnale; si può utilizzare su ritmiche ed assoli per aggiungere un colore diverso, del movimento o per avvicinare il suono della nostra chitarra a quello di un organo.

    Per i consigli di utilizzo vi rimando al video perchè è molto più facile parlarne e farvi ascoltare, piuttosto che scriverne: qui preferisco dirvi le mie impressioni rispetto al pedale che ho utilizzato nel tutorial: il Vintage Vibe Compact di Formula B.

    Confezione e contenuto: arriva nella classica scatola Formula B a prova di bomba. Nulla da segnalare.

    Materiali e touch and feel: ben costruito, solido, alimentazione a 9V classica e jack in metallo. Molto bella e comoda l’idea del led che si accende e si spegne per far vedere l’andamento dell’ onda, tra l’altro si può regolare la luminosità per adattarlo a situazioni in cui c’è molta luce e quindi deve accendersi maggiormente.
    Questa è la versione compact del pedale, studiata per stare in qualsiasi pedaliera, mentre
    quella più grande ha in più il jack per pedale d’espressione che permette di regolare la speed.

    Gestione del pedale: i potenziometri sono 3: level, speed e intensity. Con il primo possiamo anche permetterci di boostare il segnale, andando a saturare altri pedali o l’amplificatore.
    Speed regola la velocità dell’ onda, quando è regolato a zero NON blocca il pedale come succede con altri modelli, ma semplicemente forma un’onda larghissima, ottim
    a per gli arpeggi e momenti “sognanti” dei vostri brani.
    Intensity sceglie quanto si sentirà l’effetto del nostro vibe.
    C’è inoltre uno switch che permette di cambiare l’effetto che sta sotto all’onda, scegliendo tra chorus e vibrato.

     

    Il suono: ci può portare dai territori blues a quelli psichedelici in un giro di potenziometro. La chiave di tutto è nell’ intensità che andremo ad applicare all’ effetto tramite l’apposita regolazione: con settaggi più bassi sarà meno udibile, andando a esagerare con questo comando il suono sarà sempre più bagnato dal vibe che renderà tutto il nostro suonato intriso di LSD.

    Conclusioni: ottimo per i fan dei grandi artisti citati all’inizio, perfetto per chi vuole una sonorità diversa da avere in pedaliera perchè quello che fate con il vibe non potete farlo con nessun altro effetto.

    4+

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