• Il Funk, uno dei generi più importanti in assoluto! Suonarlo non è sempre facile e presenta insidie sia tecniche, sian di suono. Oggi vi do alcuni consigli per suonarlo al meglio.

    Le due parti più importanti della batteria per suonare funk sono il charleston e il rullante. Proprio loro danno il portamento principale della canzone, dal funky dance, al funk dei Tower of Power.

    Il suono del rullante in particolare, se parliamo di funk alla Garibaldi, deve avere un suono abbastanza alto di intonazione con presenza di nota e armonici. Se abbiamo la possibilità di comprarci un rullante appositamente per questo genere consiglio di sceglierne uno in metallo non troppo alto (massimo 5,5” di profondità). In questo modo prossimo avere un suono acuto con la giusta presenza di armoniche (date principalmente dal metallo).

    Se invece non vogliamo o non possiamo comprarci un rullante proviamo ad usare in nostro e renderlo idoneo. Per prima cosa dobbiamo scegliere la pelle giusta, io ne consiglio due della Remo: la Ambassador e la Ambassador X. Sono due pelli abbastanza sottili (10 e 12 mil), che ci permettono di avere un suono controllato ma con un bel po’ di armoniche (ricordatevi che molto spesso se il vostro rullante ha troppe armoniche non è un problema della pelle o del tamburo ma è un problema di accordatura).

    Successivamente andiamo a tirare molto sia la pelle battente sia quella risonante (tirando di più quella risonante) e poi, con la ghiera a lato tamburo, tendiamo un po’ la cordiera per avere il suono delle goast più secco.

    Se vogliamo invece un suono anni ’70 – ’80, abbiamo due strade. La prima è quella di portarci due rullanti, il primo molto tirato e il secondo “più panettone”, quindi con la pelle abbastanza molle.

    La seconda, invece, è quella di lasciare il secondo rullante a casa e portarci la sordina Big Fat Snare Drum.

    Questa sordina permette di trasformare istantaneamente il nostro suono di rullante da acuto a medio basso solo appoggiandola sopra. Provare per credere!

    Ora parliamo del charleston!

    Il suono di questo piatto è fondamentale e deve sentirsi chiaramente. Quello che faccio molto spesso è di invertire la posizione dei due piatti andando a mettere il piatto bottom sopra, facendolo quindi diventare piatto top.

    Perché fare questa cosa? Il piatto bottom è un pò più spesso del top e quindi presenta un suono più acuto e sopratutto con molto più attacco. Date un’ occhiata ad esempio a Dennis Chambers, lui usa un Mastersound e si può vedere chiaramente che il piatto “con le ondine” è posizionato sopra.

    Infine parliamo della parte suonata. Quando suoniamo c’è la tendenza molto spesso a pensare che la cassa della batteria debba andare insieme al basso. È giusto, la canzone sicuramente con cassa e basso insieme “girerà” nel modo giusto.

    Questa cosa, però, nel funk, è un pò riduttiva, suonare in questo modo potrebbe rendere il tutto piatto e noioso. La cosa da fare è invece cercare di utilizzare la batteria nella sua totalità. Non pensate ai pezzi della batteria sconnessi, ma come uno strumento unico. Cercate di suonare gli accenti del basso con qualsiasi parte (principalmente, ovviamente, con charleston, rullante e grancassa).

    Tutto questo è una totale improvvisazione? All’ inizio si, lo deve essere. Successivamente, però, dopo aver preso confidenza con la canzone, cercate una linea che vi convince da tenere sempre uguale nella canzone come ho suonato io nella sigla del video insieme ad Ale_GasTube.

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