• Luciano è un uomo fortunato: ha una moglie che gli ha regalato una ES335 del 1966, quello che vi faccio ascoltare nel video di oggi.

    Ragazzi, come faccio a mettere nero su bianco quel che si prova imbracciando uno strumento di questo tipo?
    È una delle chitarre più belle che abbia mai provato in assoluto!

    L’ estetica è straordinaria ed è quella che ti aspetti su una chitarra di questo tipo.
    È rossa, come la vorrei io, come la vorremmo tutti, in fondo.

    È presente qualche sbeccatura qua e là, ma è normalissimo vista l’età dello strumento.

    Il ponte è il classico Gibson, ma con tailpiece di forma trapezoidale, introdotta nel 1965, e le sellette del tune-o-matic in nylon, come si usava in quegli anni.

    Due buche ad effe fanno capire che stiamo parlando di una semiacustica, ma vi ricordo che è presente un blocco centrale in mogano, lo stesso legno utilizzato per il manico; la tastiera è invece in palissandro indiano che va a sostiture il palissandro brasiliano utilizzato fino all’ anno precedente.
    Andando sul tecnico aggiungo che l’ inclinazione della paletta è di 14°, al contrario dei 17° che erano stati utilizzati fino al 1965.

    L’elettronica vede i classici due humbucker, 4 potenziometri con manopole witch hat knobs, termine che si usa per identificare le manopole con la forma da “cappello di strega”, tipiche di quegli anni e lo switch a 3 posizioni.

     

    Sul suono non posso che chiedervi di notare l’entusiasmo che pervade tutto il video, ma volendone scrivere vi posso dire che, citando il grande Mario Brega, questa chitarra “pò esse fero e pò esse piuma”: vellutata, morbida e calda sui clean, ma aggressiva e arrabbiata sui distorti che possono essere anche veramente rockettari.

    La chitarra che utilizza Dave Grohl dei Foo Fighters, ad esempio, non è così diversa, anzi: come dico nel video deriva dalla Trini Lopez che di base è molto simile alla 335 oggetto di questa prova.

    La cosa più mi ha lasciato stupito è l’estrema versatilità: ci si può muovere tranquillamente tra il jazz e il rock moderno senza alcun problema, pur mantenendo il suono ed il carattere di uno strumento che sa dire la sua in ogni situazione.
    Devo comprarne una, manca troppo nella mia rastrelliera.

    Non capita tutti i giorni di poter provare una chitarra straordinaria come questa, ma se vi dovesse capitare non fatevi sfuggire l’ opportunità di mettere le mani su un vero e proprio pezzo di storia del rock.

    6+