• Diciamolo, il pedale del volume è sottovalutato.

    È una di quelle cose che quando ti finisce in pedaliera non va più via, perchè capisci immediatamente la comodità che può regalare e quante volte ti può essere utile usare il piede per modificare il suono del tuo strumento.

    Oggi ho utilizzato l’ Ernie Ball 40th Anniversary Volume Pedal: un nome che spiega immediatamente quanto sia lunga l’ esperienza di Ernie Ball nel campo e lascia sottintendere la qualità del prodotto.

    Prima di addentrarci nel discorsi di spiegazione ne approfitto per fare una review del pedale stesso:

    Confezione e contenuto: il pedale arriva nella sua scatola in cui c’è soltanto il foglio di garanzia. Dopotutto non serve altro per uno strumento così semplice

    Materiali e touch and feel: prendendolo in mano si capisce perchè da 40 anni Ernie Ball è una delle aziende leader nella produzione d

    i pedali del volume.
    Interamente costruito in metallo, è costruito in maniera impeccabile: pesante il giusto, dà la sensazione di poterci saltare sopra per poi continuare a vederlo funzionare senza problemi. Il filetto che agisce sul potenziometro è in kevlar, rivestito in PVC.
    Virtualmente indistruttibile.

    Gestione del pedalela corsa è morbida, non presenta scatti di alcun tipo e permette un’ottima gestione del segnale. Il passaggio dal livello minimo al massimo è dolce e regolare, senza presentare quindi “scalini” nell’ aumento del volume che, inevitabilmente, comprometterebbero l’ utilizzo.

    Conclusioni: uno dei migliori pedali del volume sul mercato, pensato per un utilizzo live costante e quindi con una costruzione a provare di bomba.

    Passiamo ora alla spiegazione degli utilizzi.

    La catena del segnale è tutto ed è molto importante capire dove si inserisce il pedale rispetto al punto in cui si crea la distorsione:nel video ho utilizzato un MXR GT-OD con l’ ampli in pulito di modo da rendere chiaro l’ utilizzo del pedale del volume posto prima e dopo la distorsione stessa.

    Nel primo caso ho messo il pedale del volume prima della distorsione.

    A questo punto il controllo che avremo riguarderà la quantità di segnale che va ad entrare nel distorsore, per cui andremo ad agire sulla quantità di distorsione, in maniera del tutto analoga a quello che succede quando si utilizza il potenziometro del volume posto sulle nostre chitarre. È utile però gestire tutto “a piede”, di modo da non avere le mani impegnate a fare anche questo tipo di lavoro.

     

     

    Nel secondo caso ho messo il pedale del volume dopo la distorsione e la situazione cambia del tutto.
    A questo punto il segnale in ingresso sarà semplicemente quello in dalla chitarra e noi andremo a modificare il volume dopo aver applicato la distorsione.
    Di fatto controlleremo, appunto, il volume, in maniera analoga a quello che potremmo fare modificando il potenziometro volume posto sul distorsore.

    Ma se utilizzo il mio ampli per creare la distorsione, cosa cambia?

    Non cambia nulla, a patto di avere un amplificatore munito di send/return.

    Per ricreare il primo caso, quello in cui il pedale è prima della distorsione, basterà porre il pedale del volume tra chitarra ed input dell’ ampli, mentre per il secondo caso dovremo metterlo nel send/return.
    Questo permetterà di inserire uno o più pedali dopo il punto in cui si crea la distorsione sull’ ampli ed applicare i nostri effetti, dunque non solo il pedale del volume, al suono distorto.

    Ultimi due consigli: creare un tremolo e fare gli swell.

    Per creare un tremolo non dovremo fare altro che muovere a tempo il piede, modificando il volume come farebbe, appunto, un tremolo. Può essere un espediente per evitare di inserire un pedale in più in una pedaliera già di suo molto affollata, ad esempio, mantenendo però la possibilità di avere quel tipo di effetto.
    In questo caso a voi la scelta della posizione in catena: io lo preferisco prima di distorsioni ed effetti, per avere una sonorità più morbida, ma potete inserirlo anche dopo, per avere un suono più netto.

    In ultimo gli swell che sono molto utili per creare chitarre poco presenti nel mix, ma che possono servire per giocare al piccolo tastierista e riempire in maniera molto trasparente un brano.
    Quel che posso consigliarvi è di inserire il pedale del volume prima di delay e riverbero, creare con essi un ambiente molto ampio, suonare un accordo o una nota singola con il pedale completamente abbassato, per poi andare ad aprirlo più o meno velocemente. In questo modo avrete eliminato l’attacco del plettro sulle corde e creerete una bellissima scia che sarà amplificata dagli effetti d’ ambiente.

    Ringrazio ancora Eko Music Group per avermi fornito il pedale e vi consiglio di provarlo per farvi un’idea di come funziona e capire se può fare al caso vostro.

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