• L’ altra settimana ho provato a farvi un quiz ed è andata benissimo: avete risposto in tantissimi, se non sapete di cosa sto parlando trovate QUI l’articolo a riguardo.

    Iggi vi mostro ciò che che ho utilizzato, ma come avete già visto nell’ immagine di copertina di questo articolo, parliamo di due pedali soltanto e non tre.
    Ma sono tre lo stesso.

    Entrambi sono di Formula B: il primo è il Mini Bender Combo, il secondo il Fuzz Experience.

    Il Mini Bender Combo si ispira ovviamente al Tone Bender, famoso fuzz al germanio; al suo interno ne trovate ben due versioni: la MK1.5 e la PRO II, selezionabili grazie alla levetta posta al centro.
    Stiamo parlando di due sonorità profondamente diverse, nonostante la radice sia simile.

    Il suono n° 1:

     MK 1.5 che ha meno riserva di gain rispetto al fratello PRO II. Molto cremoso, permette di raggiungere saturazioni elevate, senza rinunciare alla dinamica che si può tirare fuori lavorando con il potenziometro del volume della chitarra.
    L’ho trovato perfetto per molti suoni di Clapton (vedi Layla nel primo video) e dei Beatles: con il gain spinto al massimo ho ricreato senza problemi i suoni di Helter Skelter e di Day Tripper. Sono suoni molto lontani, ma utilizzando la manopola del volume della chitarra si può decidere quanto abbassare il gain, senza però rinunciare ad attacco e frequenze alte.

    Il pedale n° 2:
    Ho usato il Mini Bender Combo nella modalità PRO II che parte molto più arrabbiato e permette di raggiungere suoni veramente estremi, ottimi per indie e stoner: se amate Muse, Foo Fighters, Arctic Monkeys, Queens of the Stone Age e altri gruppi simili vi troverete immediatamente a casa.
    Con il gain sotto la metà però regala colori che portano alla mente gli Zeppelin e il rock anni 70; anche in questo caso vale il consiglio di lavorare con la manopola del volume per cercare il suono che avete in testa.

    Il suono n° 3:

    qui si cambia musica perchè il Fuzz Experience è al silicio e si rifà al Fuzz Face, altro grande classico tra i fuzz che è stato utilizzato, tra gli altri, da Hendrix.

    Solitamente, per questo motivo, viene accostato unicamente ai suoni di Jimi, ma non è così pechè stiamo parlando di un fuzz molto versatile: questa versione made in Formula B regala un po’ di medie in più ed un sound più morbido in generale, rispetto agli originali e permette di muoversi con agilità tra gli anni 60, Lenny Kravitz e i Jet.

    A questo video ed articolo ne seguiranno altri perchè AMO i fuzz, ma non sono sicuramente pedali Plug and Play, per cui, anche con l’ aiuto di Marco Bovelli di Formula B, proveremo a scoprirli meglio nei prossimi mesi, cercando di spremerli e capire quante sonorità differenti si possono tirar fuori da pedali troppo spesso etichettati come eccessivamente semplici: non è così e ve lo dimostreremo.

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