• Qualche settimana fa ero alla sede della Eko ed ho avuto modo di provare una delle mie chitarre-sogno: la Paul Reed Smith Silver Sky, la signature di John Mayer.

    L’ho scoperto con Continuum, un disco bellissimo e amo sia il Mayer chitarrista che quello songwriter: trovo sia eccellente in entrambe le vesti.

    In ogni caso, tornando al test, ho avuto modo di provare un setup identico a quello di Mayer: la Silver Sky insieme alla J Mod, il suo amplificatore signature; un’accoppiata sicuramente vincente.

    La chitarra si presenta in un grigio che le dona moltissimo, body in alder, manico in acero e tastiera in palissandro: è leggera e, come sempre quando si parla di PRS, i legni sono pazzeschi. 3 single coil che portano alla mente una stratocaster, ma il risultato finale è abbastanza lontano sia dal punto di vista di feeling che da quello sonoro.

    Più moderna e precisa, la Silver Sky ha un manico morbidissimo, nonostante il radius 7.25; probabilmente i tasti che i più fini tra le PRS, pur essendo abbastanza alti così da aiutare nei bending. Il selettore è il classico 5 posizioni, i pickup non hanno un’ uscita esagerata e, in generale, la chitarra suona molto tonda e morbida.

    Il truss rod è a doppia azione e permette una regolazione molto fine, mentre la spalla inferiore con il solito contour di casa PRS e il tacco cui si avvita il manico arrotondato sono studiati per la massima comodità di utilizzo anche sugli ultimi tasti.

    Il ponte è in acciaio, con regolazione della posizione della leva e regala un’escursione molto morbida e precisa, mentre la paletta è stata invertita rispetto a

    lle classiche a cui ci ha abituato Paul, di modo da ricercare il miglior bilanciamento.

    Dopo questa serie di informazioni vi dico la mia: è un’ interpretazione di un grande classico, va quindi presa come un punto di vista volto a migliorare alcuni aspetti, seguendo la sensibilità di un grande chitarrista.
    È una chitarra al top, cui sinceramente non riesco a trovare particolari aspetti negativi dopo questa veloce prova: le scelte funzionali ed estetiche regalano un’ ottima alternativa a tutte quelle sei corde che si rifanno al modello pensato da Leo Fender negli anni ’50 e che, talvolta, mi pare un po’ stanco per colpa delle infinite copie che si addossano una sull’altra.

    PRS ha voluto darne una nuova lettura partendo dai particolari e lavorando sulla comodità a 360°, sul suono senza compromessi e sulla qualità dei materiali, come suo solito.
    E ha fatto centro anche questa volta.

     

    La J Mod è costruita a mano in Maryland.
    A livello tecnico, è un amplificatore monocanale cui si può aggiungere uno stadio di distorsione, per cui, a conti fatti, i suoni sono due. Non c’è il riverbero, ma è presente un loop effetti molto trasparente, inoltre con lo switch bright e il controllo di presence si possono andare a scolpire con precisione le frequenze alte, rendendole molto morbide, oppure più presenti ed aggressive.

    Sicuramente è stata pensata con in testa il mondo Dumble: puliti tondi che, in accoppiata con la Silver Sky, regalano un sustain incredibile e distorti che possono arrivare a graffiare senza però spingersi in territori hard rock: è ottima per muoversi tra blues e rock, come c’era da aspettarsi, con un sound che sicuramente buca il mix con grande facilità. I

    Ringrazio ancora Eko per avermi fatto provare queste bellezze, vi rimando al loro sito per dare un’occhiata alla pagina PRS, vi basterà cliccare QUI.

     

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    5 Commenti

    1. Ma che figata!! Ero molto curioso di sentirla! Mi aspettavo che fosse sostanzialmente una Strato Fender riveduta e corretta invece sembra abbastanza lontana, attacco bello ciccio e suono molto tondo quasi scuro. L’amplificatore poi sul “distorto” suona molto particolare e interessante. Fortuna che il prezzo totale arriva a pareggiare il costo di un’auto e quindi la gas si arrende in partenza!! 😀

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    2. Bella chitarra sicuramente, PRS costruisce con legni maniacali…… anche se….. mmmhhh quella paletta, la paletta PRS su body Strato, proprio non riesco a abituarmi alla vista, questione di gusti, ma stavolta penso di interpretare il pensiero di molti….. la scelta estetica è discutibile.

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